Legge 6 agosto 1967, n. 765 – (c.d. legge Ponte) (in G.U. 31 agosto 1967, n. 218) – “Modifiche ed interventi alla
legge urbanistica 17 agosto 1942, n. 1150” (Vedi, ora, legge 28 gennaio 1977, n. 10)
Legge 28 gennaio 1977, n. 10 (in Gazz. Uff. 29 gennaio 1977, n. 27)
“Norme per la edificabilità dei suoli”. Il D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, ha soppresso l’ufficio del pretore e, fuori dai casi espressamente previsti dal
citato decreto, le relative competenze sono da intendersi trasferite al tribunale ordinario. Inoltre, qualora il presente provvedimento attribuisca funzioni
amministrative alternativamente al pretore e ad organi della P.A., le attribuzioni pretorili si intendono soppresse; sono altresì soppresse le funzioni amministrative
di altre autorità giurisdizionali, eccezion fatta per il giudice di pace, se attribuite in via alternativa tanto al pretore che ad organi della P.A.

Art. 1 Trasformazione urbanistica del territorio e concessione di edificare
Ogni attività comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio comunale partecipa agli oneri ad essa relativi e la esecuzione delle opere è
subordinata a concessione da parte del sindaco, ai sensi della presente legge.

Art. 2 Piani di zona e demani comunali di aree
Per le aree comprese nei piani di zona di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 167, e per quelle acquisite ai sensi degli articoli 27 e 51 della legge 22 ottobre
1971, n. 865, resta fermo il regime previsto dalle norme della stessa legge n. 865.
Anche per tali aree è necessario il provvedimento del sindaco di cui all’articolo 1 della presente legge.

Il primo comma dell’articolo 3 della legge 18 aprile 1962, n. 167, già sostituito dall’articolo 29 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, è sostituito dal
seguente.
L’estensione delle zone da includere nei piani è determinata in relazione alle esigenze dell’edilizia economica e popolare per un decennio e non può
essere inferiore al 40 per cento e superiore al 70 per cento di quella necessaria a soddisfare il fabbisogno complessivo di edilizia abitativa nel periodo
considerato.
L’articolo 26 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, è abrogato.le aree già vincolate ai sensi di detto articolo sono assoggettate al regime previsto
dall’articolo 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, salvo quanto previsto nell’undicesimo, nel sedicesimo e nel diciottesimo comma dello stesso articolo
35 per ciò che concerne i requisiti soggettivi.
Nei comuni con popolazione superiore a ventimila abitanti, secondo i dati risultanti dall’ultimo censimento, l’articolo 51 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni, si applica fino alla data dal 31 dicembre
1980.

Art. 3 Contributo per il rilascio della concessione
La concessione comporta la corresponsione di un contributo commisurato all’incidenza delle spese di urbanizzazione nonché al costo di costruzione.

Art. 4 Caratteristiche della concessione
La concessione è data dal sindaco al proprietario dell’area o a chi abbia titolo per richiederla con le modalità, con la procedura e con gli effetti di cui
all’articolo 31 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, e successive modificazioni ed integrazioni, in conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici e dei
regolamenti edilizi e, nei comuni sprovvisti di detti strumenti, a norma dell’articolo 41-quinquies, primo e terzo comma, della legge medesima, nonché delle stato la concessione è data a coloro che siano muniti di titolo, rilasciato dai competenti organi dell’amministrazione, al godimento del bene.
Nell’atto di concessione sono indicati i termini di inizio e di ultimazione dei lavori.

Il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno;il termine di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere abitabile o agibile,
non può essere superiore a tre anni e può essere prorogato, con provvedimento motivato, solo per fatti estranei alla volontà del concessionario,
che siano sopravvenuti a ritardare i lavori durante la loro esecuzione.
Un periodo più lungo per l’ultimazione dei lavori può essere concesso esclusivamente in considerazione della mole dell’opera da realizzare o delle
sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive;ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari.
Qualora i lavori non siano ultimati nel termine stabilito, il concessionario deve presentare istanza diretta ad ottenere una nuova concessione;in tal
caso la nuova concessione concerne la parte non ultimata.
La concessione è trasferibile ai successori o aventi causa.essa non incide sulla titolarità della proprietà o di altri diritti reali relativi agli immobili realizzati
per effetto del suo rilascio ed è irrevocabile, fatti salvi i casi di decadenza
ai sensi della presente legge e le sanzioni previste dall’articolo 15 della
stessa.resta fermo inoltre il disposto di cui al penultimo comma dell’articolo
31 della legge 17 agosto 1942, n. 1150.
La regione stabilisce le forme e le modalità d’esercizio dei poteri sostitutivi
nel caso di mancato rilascio della concessione nei termini di legge.
A decorrere dal primo gennaio 1979, salva l’applicazione dello articolo 4
della legge 1° giugno 1971, n. 291, nei comuni sprovvisti degli strumenti urbanistici
generali e in mancanza di norme regionali e fino all’entrata in vigore
di queste, la concessione deve osservare i seguenti limiti:
a) fuori del perimetro dei centri abitati definito ai sensi dell’articolo 17
della legge 6 agosto 1967, n. 765, l’edificazione a scopo residenziale non
può superare l’indice di metri cubi 0,03, per metro quadrato di area edificabile;

b) nell’ambito dei centri abitati definiti ai sensi dell’articolo 17 della
legge 6 agosto 1967, n. 765, sono consentite soltanto opere di restauro e di
risanamento conservativo, di manutenzione ordinaria o straordinaria, di
consolidamento statico e di risanamento igienico;
c) le superfici coperte degli edifici o dei complessi produttivi non possono
superare un decimo dell’area di proprietà.

Art. 5 Determinazione degli oneri di urbanizzazione
L’incidenza degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, previsti
dall’articolo 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847, modificato dall’articolo
44 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, nonché dalle leggi regionali, è
stabilita, ai fini del precedente articolo 3, con deliberazione del consiglio
comunale in base alle tabelle parametriche che la regione definisce, entro
120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, per classi di
comuni in relazione:
a) all’ampiezza ed all’andamento demografico dei comuni;
b) alle caratteristiche geografiche dei comuni;
c) alle destinazioni di zona previste negli strumenti urbanistici vigenti;
d) ai limiti e rapporti minimi inderogabili fissati in applicazione dall’articolo
41-quinquies, penultimo e ultimo comma, della legge 17 agosto 1942,
n. 1150, e successive modifiche e integrazioni, nonché delle leggi regionali.
Fino all’approvazione delle tabelle di cui al precedente comma, i comuni
continuano ad applicare le disposizioni adottate in attuazione della legge
6 agosto 1967, n. 765.
Nel caso di mancata definizione delle tabelle parametriche da parte della
regione entro il termine stabilito nel primo comma e fino alla definizione
delle tabelle stesse, i comuni provvedono, in via provvisoria, con deliberazione
del consiglio comunale.

Art. 6 Determinazione del costo di costruzione
Il costo di costruzione di cui al precedente articolo 3 per i nuovi edifici
è determinato annualmente, con decreto del ministro per i lavori pubblici,
sulla base del costo dell’edilizia agevolata di cui all’articolo 8, terzo comma,
del decreto-legge 6 settembre 1965, n. 1022, convertito, con modificazioni,
nella legge primo novembre 1965, n. 1179.
Con lo stesso provvedimento sono identificate classi di edifici con caratteristiche
tipologiche superiori a quelle considerate dalla citata legge per le
quali sono determinate maggiorazioni del detto costo di costruzione in misura
non superiore al 50 per cento.
Il contributo afferente alla concessione comprende una quota di detto
costo, variabile dal 5 al 20 per cento, quota che viene determinata dalla regione
in funzione delle caratteristiche e delle tipologie delle costruzioni e
della loro destinazione e ubicazione.
Nella prima applicazione della presente legge il decreto di cui al primo
e secondo comma deve essere emanato entro tre mesi dalla data di entrata
in vigore della legge medesima.
Nel caso di interventi su edifici esistenti il costo di costruzione è determinato
in relazione al costo degli interventi stessi così come individuati dal
comune in base ai progetti presentati per ottenere la concessione.

Art. 7
Edilizia convenzionata
Per gli interventi di edilizia abitativa, ivi compresi quelli sugli edifici esistenti,
il contributo di cui al precedente articolo 3 è ridotto alla sola quota
di cui all’articolo 5 qualora il concessionario si impegni, a mezzo di una
convenzione con il comune, ad applicare prezzi di vendita e canoni di locazione
determinati ai sensi della convenzione-tipo prevista dal successivo
articolo 8.
Nella convenzione può essere prevista la diretta esecuzione da parte
dell’interessato delle opere di urbanizzazione, in luogo del pagamento della
quota di cui al comma precedente;in tal caso debbono essere descritte le
opere da eseguire e precisati i termini e le garanzie per l’esecuzione delle
opere medesime.
Fino all’approvazione da parte della regione della convenzione-tipo, le
convenzioni previste dal presente articolo sono stipulate in conformità ad
uno schema di convenzione-tipo, deliberato dal consiglio comunale, contenente
gli elementi di cui al successivo articolo 8.
Può tener luogo della convenzione un atto unilaterale d’obbligo con il
quale il concessionario si impegna ad osservare le condizioni stabilite nella
convenzione-tipo ed a corrispondere nel termine stabilito la quota relativa
alle opere di urbanizzazione ovvero ad eseguire direttamente le opere stesse.
La convenzione o l’atto d’obbligo unilaterale sono trascritti nei registri
immobiliari a cura del comune e a spese del concessionario.

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