Miti, falsità, leggende, improvvisatori, cugini, tutti concorrono a creare il caos intorno all’EdS.

Proviamo a fare chiarezza.

L’esame di Stato sarà eliminato a breve?

Essendo l’esame di stato per alcune professioni riportato sulla Costituzione Italiana (art. 33 comma 5), per eliminarlo vi è bisogno di una modifica costituzionale o un colpo di Stato.

Superano l’esame di Stato solo i raccomandati?

Se esistono questi illeciti amministrativi, in Italia  noi non lo sappiamo, sappiamo che esiste il problema del traffico; in ogni caso certamente in misura molto minore agli usi e costumi Italici, per il semplice fatto che è uno dei pochi  concorsi che dura otto ore tra china e squadre.

L’esame di Stato è per iniziati?

Il termine iniziazione identifica un inizio. Il verbo relativo, iniziare, sta a significare l’avviare una particolare azione o evento.

Praticamente si. E non stiamo parlando delle tracce improbabili preparate da Dan Brown…quelle sono un’altra cosa.

Quanto costa l’esame di Stato?

Sommate tutte le ore perse in giro su internet a cercare materiali. Sommate il tempo perso per sterili discussioni intorno al calcolo del volume. Sommate il costo della ricerca del “libro della verità”. Sommate il tempo perso negli studi professionali per estorcere delle informazioni utili dal vostro architetto/datore ( però di solito il datore paga).

Sommate il tempo perso per cercare di codificare gli ideogrammi lessicali dell’appunto trovato.

Sommate i soldi spesi delle tasse ogni volta che vi hanno bocciato.

Sommate le umiliazioni da parte del tuo docente durante “l’assistentaggio” post-laurea.

Sommate il tempo per cercare la mitica raccomandazione.

Sommate quel”vedi …all’università…non vi imparano niente”.

Sommate quel”..per i soldi architè..… poi vediamo”

Sommate quel” non ti posso pagare, perché ancora non hai il timbro…sai le norme, i codici, la crisi mediorientale”

Sommate quel “ certo che ti pago basta..che ..mi porti lavoro, non ti preoccupare il timbro te lo metto ..io”

Sommate quel ”vedi tuo cugino/a…già si è sistemato” .

Ps:…non è che poi anche con il timbro le cose cambino molto, però vi permette di allargare l’aliquota delle persone che potete mandare ad arare nei campi.

Ci raccomandiamo  poi di aderire alla campagna di sensibilizzazione dell’italiano   per il rispetto dei lavori creativi.

Frequentando uno studio professionale, supero l’esame di stato?

Frequentandolo un paio di anni, tra risatine del geometra, gli sguardi del marpione di turno, gli isterismi dell’architetto capo.. e della moglie/compagna/amante (dell’architetto capo) ……..forse.

L’Università prepara per la professione?

Decisamente poco

L’Università prepara per l’esame di Stato?

Decisamente poco

Che tipo di impegno ci vuole per superare l’esame di  Stato?

Occorre un impegno “fisico” oltre che “mentale”.

Un impegno fisico, per svolgere gli esercizi a casa, per passare dalla tastiera a pennini e squadrette.

Un impegno fisico da ritagliarsi, tra gli impegni lavorativi, la famiglia, le cene, o la preparazione al matrimonio.

Non correggono tutti i temi? *

Le modalità d’esame, così come la correzione degli elaborati, sono disciplinate dal D.M 9 settembre 1957, che modifica e integra il R.D. 4 giugno 1938, n. 1269. Come molto spesso avviene, è alla discrezionalità del presidente di commissione fissare le regole di correzione e probabilmente tre sono le diverse modalità nelle procedure giudizio, con, in alcuni casi, livelli di discrezionalità tali da ingenerare l’erronea impressione che alcuni temi non siano stati corretti:

– Un primo caso prevede che tutta la commissione riunita corregga collegialmente tutti i temi; in questo caso c’è una buona uniformità di giudizio.

– In un secondo caso, specie nelle sedi ove è abbastanza ricorrente una continuità di macro tematiche( ad esempio a Milano esce quasi sempre un tema urbanistico, un tema progettuale e un tema di recupero), spesso i compiti vengono suddivisi per tipologia di tema e all’interno della commissione viene identificato l’esperto di ogni tematica che correggerà tutti i temi con lo stesso oggetto; anche in questo caso si ottiene una buona uniformità di giudizio della prova grafica

– Un terzo caso, infine, prevede che, con estrema casualità i temi svolti vengano suddivisi tra i commissari e ognuno, di sua sponte, decida, sulla base delle sue conoscenze e dei suoi gusti, come giudicare i progetti che deve correggere; in questo caso può capitare che progetti con stesse caratteristiche siano giudicati positivamente o negativamente, con conseguente mancata ammissione all’orale, a seconda di chi li ha corretti.

A queste considerazioni va aggiunto il fatto che nelle procedure di correzione i commissari non sono obbligati ad utilizzare “penna rossa e blu” di antica memoria per evidenziare errori sugli elaborati, ma solo a redigere un verbale con le motivazioni di esclusione; quindi se gli elaborati non presentano segni particolari, ciò non significa che gli stessi non siano stati corretti. E se si accettano le tre ipotesi di modalità sopra riportate, che si basano su dati oggettivi osservati in 17 anni di attività formativa, ecco che a tutte le storture denunciate si può provare a dare una spiegazione logica. Ciò chiaramente non vuole giustificare la terza modalità eccessivamente soggettiva, anzi si auspica che venga maggiormente oggettualizzato l’esame, le sue procedure, le tematiche e i metri di giudizio.

*fonte : http://www.afcstudio.it/leggende.php

 

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