I livelli di pianificazione sono tre:

1-Piani quadro distinti a loro volta in piani base e piani di settore che a loro volta possono essere obbligatori o facoltativi. Il piano di settore si occupa di un certo tematismo, non da infatti una visione complessiva, ma analizza e approfondisce un certo aspetto o settore, anche assumendo spesso una terminologia e convenzioni grafiche tipiche di determinati contesti specifici. Il piano base è invece un piano che deve contenere tematiche complessive. I piani di base di riferimento sono il PTR (a livello regionale) e PTC (a livello provinciale), entrambi obbligatori. I piani di base sono sovraordinati a quelli di settore in quanto coordinano e mediano tra i diversi piani di settore, che appunto devono essere redatti seguendo le indicazioni del piano di base. In quest’ambito vi sono però alcune eccezzioni, infatti per motivi diversi due piani di settore, tra quelli obbligatori, sono sovraordinati a quelli di base, e sono il piano di parco (che tutela gli ambienti naturalistici, che essendo unici se non fossero tutelati rischierebbero di scomparire, senza poter essere riprodotti) e il piano di bacino (il cui rispetto è indispensabile per evitare catastrofi naturali assia pericolose).

2-Piani generali

interessano l’ambito comunale (PRG). Tali piani prendono la denominazione “generale” perche per legge questi strumenti devono considerare la pluralità di tutto il territorio nella sua eterogeneità (non considerano infatti solo il territorio urbanizzato) prevedendone le destinazioni d’uso delle diverse zone. (è un aspetto tipicamente italiano, infatti in Francia il piano si occupa solo della parte urbanizzata).

Il PRG basa tutta la sua concezione nella suddivisione del territorio in zone omogenee (DM 1444, 2 Aprile 1968). il PRG oltre a dare indicazione sulla destinazione d’uso fornisce anche informazioni circa gli indici di edificabilità (sono indici territoriali e non fondiari), delle diverse zone. Il PRG non fornisce però altre informazioni, per questo motivo tale piano è affiancato e completato da strumenti di pianificazione che permettano di capire ciò che in concreto dovrà essere fatto per la realizzazione a livello locale dello stesso PRG.

3-Piani attuativi

strumenti più dettagliati per definire i nuovi interventi previsti. I piani attuativi possono essere di vario tipo:

-Piano particolareggiato (P.P.)

-Piano per l’edilizia economica popolare (P.E.E.P.)

-Piano esecutivo convenzionate (P.E.C.) o piano di lottizzazione convenzionata (P.L.C.)

-Piano per insediamenti produttivi (P.I.P.)

-Piano di recupero (P.d.R.)

I piani attuativi quali P.L.C. e P.d.R. possono essere di iniziativa sia pubblica che privata, mentre i P.P., P.E.E.P., P.I.P., sono esclusivamente pubblici.

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