#architettura

#architettura

L’architettura è la disciplina che ha come scopo l’organizzazione dello spazio a qualsiasi scala, ma principalmente quella in cui vive l’essere umano. Semplificando si può dire che essa attiene principalmente alla progettazione e costruzione di un immobile o dell’ambiente costruito.

Architettura senza architetti. Guida alle costruzioni spontanee di tutto il mondo
di John May (Autore), Anthony Reid (Autore), I. Katerinov (Traduttore)

Manualetto. Norme tecniche, costruttive e grafiche per lo svolgimento di una esercitazione progettuale sul tema della casa unifamiliare
Francesco Cellini

Inspiration and process in architecture 
Wiel Arets (Autore), Francesca Serrazanetti (a cura di), Matteo Schubert (a cura di)

Inspiration and process in architecture [Rilegato]
M. Schubert (a cura di), F. Serrazanetti (a cura di)

Vario, Molteplice, Multiforme
Sebastiano Provenzano

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Il sacro e l’architettura. Materiali per il progetto della Chiesa contemporanea
Donatella Forconi (Autore)

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Atlante dell’architettura contemporanea in Europa

 

Case nel mondo. Percorsi dell’architettura contemporanea

 

Enciclopedia pratica per progettare e costruire

 

Dominique Perrault

 

La mano dell architetto

 

Architettura senza architetti. Guida alle costruzioni spontanee di tutto il mondo

 

Mario Botta. La chiesa del Santo Volto a Torino

 

[(Zaha Hadid: Inspiration and Process in Architecture )] [Author: Alberto Kalach] [Jan-2012]

 

Spazio, tempo ed architettura

 

Wood

Wood is a hard, fibrous structural tissue found in the stems and roots of trees and other woody plants. It has been used for thousands of years for both fuel and as a construction material. It is an organic material, a natural composite of cellulose fibers (which are strong in tension) embedded in a matrix of lignin which resists compression. Wood is sometimes defined as only the secondary xylem in the stems of trees, or it is defined more broadly to include the same type of tissue elsewhere such as in the roots of trees or shrubs. In a living tree it performs a support function, enabling woody plants to grow large or to stand up by themselves. It also mediates the transfer of water and nutrients to the leaves and other growing tissues. Wood may also refer to other plant materials with comparable properties, and to material engineered from wood, or wood chips or fiber.

The Earth contains about one trillion tonnes of wood, which grows at a rate of 10 billion tonnes per year. As an abundant, carbon-neutral renewable resource, woody materials have been of intense interest as a source of renewable energy. In 1991, approximately 3.5 billion cubic meters of wood were harvested. Dominant uses were for furniture and building construction.

The wood has been used in construction since the ancient times.One of the oldest methods of construction of houses is defined blockbau, which overlap horizontally logs or beams to form the walls. The coupling is achieved at the corners, where the connections are obtained which allow the rigidity of the structure. The use of wood as a structural material was established practice since the nineteenth century. The introduction of steel and reinforced concrete have marked the gradual decline in the late nineteenth century especially in the south of Europe, limiting its use to a few fields such as engineering or natural light applications such as greenhouse or even mortifying as formwork. This decline has been much greater in Italy than in other European countries, even in Scandinavia has never ceased, while in North America has continued to use it extensively, especially in the civil. Only the recent development of new architectural design and construction techniques, as well as the deepening of structural analysis and resistance to combustion of wood, and the introduction of new products and preservatives from degradation by social insects, allowed to reclaim the countless architectural possibilities, the extraordinary aesthetic and total compatibility with sustainable development criteria that a wooden structure has to offer. New domestic housing in many parts of the world today is commonly made from timber-framed construction. Engineered wood products are becoming a bigger part of the construction industry. They may be used in both residential and commercial buildings as structural and aesthetic materials. In buildings made of other materials, wood will still be found as a supporting material, especially in roof construction, in interior doors and their frames, and as exterior cladding.

Materiale didattico Esame di Stato Architetto | #architetto #architettura

Materiale didattico Esame di Stato Architetto | #architetto #architettura

Raccolta di materiale didattico selezionato tra la rete da fonti aperte, utile per l’ Esame di Stato , lo studente di Architettura, per la professione di Architetto.

1 | Sessione di Urbanistica

1.1  | Normativa

1 | zonizzazione

2 | dispensa_parametri urbanistici

3 |  riepiloghi legislazione urbanistica

1.2  | Tecnica urbanistica

1 | parametri urbanistici

2 | uso_standard_121127

3 | tipologie_edilizie

4 | tipologie_edilizie. RC pdf

1.2 Viabilità

1 | intersezioni

1.3 Parcheggi

#PARK e AREE DI SOSTA

1.4 Piste Ciclabili

#FIAB_scheda_div_1

#FIAB_scheda_div_2

#FIAB_scheda_div_3

1.4 Isole ambientali

#FIAB_scheda_div_4

1.5 Pedonabilità

#linee_guida_attraversamenti_pedonali_2011

2. Architettura

2.1 Normativa

#distanze

#Distanze tra le costruzioni

2.1 Elementi

#CA_2

#sistemi in c.a. 3 (CA_3)

2.2 Fondazioni

#fondazioni-2

#fondazioni-2

#slides_fondazioni_superficiali (1)

2.3 sistemi portanti di elevazione

#2-travi-pilastri-2

2.4 Orizzontamenti

#3-Orizzontamenti-2

#tettiventilati

#strutture inclinatetettiventilati

#coperture piane

2.4 Sistemi di collegamento verticale

#Sistemi_di_collegamento_verticale

2.3 Tecnologia delle Costruzioni

#Tecnologia costruttiva

2.4 Bioarchitettura

#principi e Sistemi arch bio_2007_presentaz

2.4 Il Risparmio Energetico

#legislazione-Energetica

#materiali-per-il-contenimento-energetico

#principi-Efficienza-Energetica

#azioni-sull-involucro

fonte: Ordine degli Architetti di Roma, dispense a cura dell’ arch. Giovanni Meta

2.5 Domotica

#domotica01

3.Progettazione Strutturale

3.1 Normativa

#2008_dm1401_norme_tecniche

#DM 15_11_2011

3.2 Teoria

#picchi-lezione1esamistato2013

 fonte: Ordine degli Architetti di Roma, dispense a cura dell’ arch. Pino Picchi

3.3 Dimensionamento

#analisi carichi

#predTelaio

#progSolaio1

#progSolaio2

#progSolaio3

4.Restauro e Consolidamento

4.1 Normativa

#abaco_Degradi

5.Impianti tecnologici

#impianti_meccanici_2006

6.Normativa antincendio

Norme di Sicurezza Antincendi per la costruzione e l’esercizio di autorimesse e simili

ARGOMENTI SPECIFICI

Barriere Architettoniche

#guida_alla_progettazione

Aree Industriali

#http://www.rizzistudio.com/irn-fila.htm

#http://www.pdterni.it/files/Aree_industriali_sostenibili.pdf

#http://www.edilportale.com/prodotti/coperture/elementi-strutturali-per-coperture/capriate-metalliche-e-strutture-metalliche-per-coperture/1180

BioArchitettura

#Risparmio energetico

Appunti

#Pagine da esame-di-stato-abilitazione-architetto seconda parte

Orale

Work in progress

#101 domande EdS

TERZA PROVA 

Dinamiche della trasformazione urbana

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Fonti raccolte dalla rete 

Testi per la preparazione dell’esame di stato di #architetto

Testi per la preparazione dell’esame di stato di #architetto

testo versione 4.0

I testi sono selezionati strategicamente,  pertanto troverete libri che apparentemente sono “fuori norma” con la figura dell’architetto, ma utilissimi per formare il proprio bagaglio di conoscenze. Esistono molti testi per la preparazione dell’EdS, questa che riportiamo è solo una selezione, in generale   sono tutti di buona fattura, gli editori puntano molto a questo tipo di manualistica, tuttavia abbiamo riscontrato su alcuni testi un  approccio bizzarro verso i calcoli , soprattutto per definire i parametri di edificabilità, lascito evidentemente di una grande confusione tra la normativa nazionale, regionale e i piani di insediamento residenziale di iniziativa pubblica.

La scelta di un buon testo permette di risparmiare tempo e soldi, evitando di andare  in giro a cercare materiale o appunti  sulla rete, o meglio, in rete si cercano gli aggiornamenti non i metodi o le procedure.

La natura stessa di internet, il moltiplicarsi di post, siti, blog, gruppi e  la condivisione delle nostre emotività, confondono e fanno perdere “la bussola” al “cercatore di verità”.

Tecnicamente il caos generato da internet si chiama “sovraccarico cognitivo”.

Letteratura vivamente consigliata

 

Architetto. Manuale per l’esame di stato e per l’esercizio della professione.Con CD-ROM 
Michele Giuliani

È diventato  uno standard per le matematiche di progetto nelle commissioni d’esame. Il primo testo “narrativo”, pensato e progettato come strumento per la redazione “del progetto”; un percorso metodologico per leggere, affrontare e risolvere i problemi che il progetto urbanistico e architettonico implicano. I temi trattati riguardano la  professione, il disegno, la normativa,  le matematiche, le tipologie, l’urbanistica – L’architettura – La tecnologia architettonica e urbana. Molto utile anche per gli studenti di Architettura.

Inoltre l’acquisto del volume consente, attraverso il servizio G-cloud di Grafill, il download di un software per la gestione delle seguenti utilità:

  1. Tavole-icone (mappe da cui attingere elementi teorici, normativi, progettuali, tecnici e pratici);
  2. Glossario (principali termini tecnico-normativi utilizzati);
  3. F.A.Q. (domande e risposte sugli argomenti principali);
  4. Test finale (verifica dei principali concetti analizzati).

vedi anche il sito dell’editore

Grafill Editoria tecnica

note: non è consultabile durante la prova d’esame, contiene infografiche commentate.

Enciclopedia pratica per progettare e costruire
Ernst Neufert

Il “Neufert”, editato negli anni ’30 e  standard mondiale per tutti gli architetti e gli ingeneri civili, offre un inquadramento sui principali argomenti del settore delle costruzioni e un riferimento normativo sulle diverse tipologie edilizie, anche a seguito del recepimento della normativa europea in materia di sicurezza degli edifici, sia nel settore strutturale sia in quello antincendio. Aggiornata tenendo conto delle novità sia tecnologiche sia normative e contestualizzata alla situazione italiana, questa nona edizione è stata in particolare arricchita dei contenuti relativi alla sostenibilità e ai moderni processi di project e construction management con nuovi capitoli sul facility management, sull’edificazione sostenibile, sulle fonti rinnovabili e sul rispetto per l’ambiente.

note:  è consultabile durante la prova d’esame.

Il nuovissimo manuale dell’architetto. Con espansione online.
a cura di L. Zevi

Opera indispensabile per Architetti, Ingegneri, Geometra e per quei professionisti che operano nel settore dell’edilizia Due volumi articolati in sette sezioni (Nozioni Generali di Progettazione, Prestazione degli organismi edilizi, Esercizio Professionale, Progettazione Strutturale, controllo Ambientale, Materiali Componenti e Tecniche, Urbanistica) e aggiornati alle vigenti normative in materia di appalti, sicurezza sul lavoro, direzione lavori, urbanistica, normative UNI ecc.

note:  è consultabile durante la prova d’esame, l’unico suo problema è il trasporto, munirsi di un trolley.

Prontuario tecnico urbanistico amministrativo. Con CD-ROM
Alberto F. Ceccarelli

Il testo classico per eccellenza. Questa edizione tiene conto dei più recenti sviluppi tecnico-normativi, assicuratevi che sia l’ultima edizione del 2013. In particolare, per quanto riguarda la pratica e la deontologia professionale, il volume analizza le novità conseguenti alla legge 24 marzo 2012, n. 27 di conversione del decreto legge 1/2012 (riforma degli Ordini, abrogazione delle tariffe professionali), i nuovi onorari in caso di contenzioso (decreto ministeriale 20 luglio 2012, n. 140), le innovazioni in tema di società tra professionisti (decreto ministeriale 8 febbraio 2013, n. 34). Per quanto concerne la normativa tecnica, si è tenuto conto delle nuove norme per la prevenzione incendi (in particolare, il Decreto 20 dicembre 2012 in materia di impianti di protezione attiva contro l’incendio) e dei nuovi requisiti per i certificatori energetici. Come già in precedenza, particolare cura è stata dedicata alle prove per architetti sez. B, con esemplificazioni di progetti di ristrutturazione (tavole relative allo stato di fatto, di progetto e raffronto), e parti più propriamente legate agli elementi tecnico-descrittivi (esecutivi impiantistici) ed estimativi (computo metrico, computo metrico estimativo). Il testo è stato ampliato con una nuova sezione sulla struttura organizzativa degli enti locali e sul diritto amministrativo, di particolare utilità anche in vista di concorsi pubblici nell’area tecnica degli enti locali. Sul Cd-Rom sono stati ampliati gli spunti e gli esempi di soluzione della seconda prova scritta, relativi agli argomenti oggetto d’esame.

Guida pratica alla progettazione per l’esame di abilitazione alle professioni di architetto sez. A-B, ingegnere sez. A-B, geometra e perito edile.
Alberto F. Ceccarelli

Qualificato testo di riferimento per la progettazione architettonica e urbanistica, la guida pratica alla progettazione costituisce un utile strumento per prepararsi all’esame di Stato. La guida è articolata in due volumi: il Manuale di progettazione illustra una innovativa metodologia per la progettazione di una tavola ed affronta le principali tematiche legate al superamento della prova grafica dell’esame di Stato per architetti. Ampio spazio è dedicato anche agli strumenti urbanistici e alla normativa specifica per l’edilizi; il secondo volume raccoglie 260 progetti a colori. Di tali tavole, alcune sono il rifacimento di quanto all’esame ha permesso ai candidati di ottenere i migliori risultati della sessione; altre costituiscono invece delle semplici esercitazioni. Il DVD allegato raccoglie inoltre altre 307 tavole che costituiscono le migliori elaborazioni pubblicate nelle precedenti edizioni. Il testo offre anche un tema progettuale, un tema urbanistico e, novità di questa edizione, un tema di recupero, con interventi di commento e spiegazione sulle strategie attuate. Ulteriore novità di questa edizione è la presenza di progetti riferiti all’esame per i laureati triennali. Questa quarta edizione, inoltre, offre numerosi aggiornamenti normativi. Il testo, coadiuvato dal prontuario tecnico urbanistico amministrativo, rappresenta un utile guida per la preparazione all’esame di Stato sez. A e sez. B.

L’esame di Stato per architetto. Manuale teorico-pratico per l’esame di abilitazione. Prima prova scritta e prova pratica
Esmeralda Addabbo (Autore), Adele M. Delle Fave (Autore)

Il testo si rivolge prevalentemente alle nuove figure di Architetto e di Architetto Junior e tratta in maniera specifica della preparazione alle prime due prove (prova pratica e prima prova scritta) fornendo indicazioni sia di tipo pratico che teorico utili al superamento delle prove stesse. I contenuti trattati spaziano dalle tecniche grafiche e di esecuzione alla organizzazione pratica del lavoro, dal sistema di norme indispensabili alla progettazione dei singoli organismi architettonici, ai consigli pratici per affrontare il giorno della prova. Ogni tema progettuale è descritto seguendo il suo naturale processo di articolazione, così come avviene nello svolgimento della pratica professionale. L’intento di questo volume è quello di fornire una guida pratica e di agile consultazione alla preparazione del nuovo esame di abilitazione. Uno strumento attuale che permetta di acquisire una metodologia flessibile e al contempo rigorosa e che condensi, in maniera sintetica ed organica, tutte le nozioni e le informazioni utili per superare con successo tale prova.

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La professione di Architetto e Ingegnere Edile. Vol I: Esami di Stato  

La professione di Architetto e Ingegnere Edile. Vol II: Guida Pratica

A cura di: Biolcati Rinaldi Maurizio, Banzato Giulia, Venturi Luca , Alberti Francesco , Loffredo Gianluca

Il candidato all’Esame di Stato per l’abilitazione professionale sia in Architettura che in Ingegneria sbaglierebbe a credere di trovarsi di fronte a un esercizio di progettazione, come ha fatto più volte nel corso degli studi: deve infatti svolgere la prova in otto ore, mantenendo grande concentrazione e avere la consapevolezza di possedere la preparazione necessaria e specifica per sostenere anche le altre parti dell’esame.
La prova progettuale è la regina dell’Esame di Stato e va preparata per acquisire un minimo di scioltezza nell’esecuzione che permetta, durante la pratica, di pensare più al contenuto (alla risposta che il progetto deve dare al tema) piuttosto che a decidere come rappresentarlo.
Il testo propone soluzioni di alcuni Esami di Stato per architetti e per ingegneri, indicando i processi progettuali, che devono essere completati in un tempo di otto ore e che devono dimostrare la capacità di sintesi di un’idea progettuale, nonché la correttezza delle scelte effettuate.

 

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Altri manuali raccomandati

Manuale del geometra. Con espansione online. Per gli Ist. tecnici per geometri. Con CD-ROM 
Luigi Gasparelli

Il Manuale del geometra si presenta ampiamente rinnovato nei contenuti e nella impostazione, oltre che nella veste grafica, per la necessità di adeguare la trattazione ai numerosi, radicali cambiamenti intervenuti nel mondo della scuola e nell’attività professionale Tenendo conto di questa realtà, tutte le sezioni sono state profondamente rielaborate, con particolare attenzione a quelle fondamentali per la professione. Nell’ambito del cantiere il geometra svolge molti ruoli importanti: esecutore del manufatto, responsabile della sicurezza, certificatore. Sono stati quindi riscritti i capitoli inerenti a tali attività, frequentemente disciplinati da nuove normative. Nell’ambito della progettazione strutturale secondo le Nuove norme tecniche per le costruzioni, dette anche NTC 2008, l’aggiornamento del Manuale del geometra ha tenuto conto delle indicazioni delle linee-guida dei nuovi Istituti tecnici, per fornire allo studente e al professionista le necessarie premesse per affrontare le attività di progettazione e di esecuzione del manufatto edilizio. Un’altra novità significativa riguarda il ramo economico-estimativo, con la diffusione degli standard internazionali di valutazione (IVS). Molti professionisti hanno già partecipato a corsi per “valutatori esperti” e anche nei programmi scolastici queste conoscenze sono ormai raccomandate. Con CD-ROM Normativa di edilizia e urbanistica 2012.

Manuale per la professione architetto-ingegnere

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Letteratura utile

Salvatempo. Prontuario per l’edilizia

L. Prestinenza Puglisi

Una nuova edizione del “Salvatempo” per evitare ricerche affannose di misure e informazioni utili al Progettista. Il testo spazia dal calcolo elementare all’applicazione complessa di coefficienti, dalla valutazione termica di una stratigrafia alle regole di predimensionamento di strutture, dal formato di un foglio alla rendita immobiliare, dal peso di un mattone agli ingombri degli arredi, fino a coprire tutti gli indici per la valutazione del comfort interno come: comfort acustico, comfort illuminotecnico, comfort termoigrometrico e qualità dell’aria interna. Senza dimenticare la professione ed il calcolo della parcella, i tassi di mora, gli indici ISTAT, il calcolo del costo di costruzione, i prezzi di costruzione indicativi per principali tipologie edilizie. Il tutto con l’aiuto di disegni, tabelle, schemi e grafici. Un prontuario di “rapida consultazione” per sciogliere dubbi e rendersi conto che sapere tutto è proprio impossibile.

Manuale completo del capomastro assistente edile 
Giuseppe Astrua

Sono testi pratici, occasioni letterarie per dotarsi di conoscenze a un prezzo interessante. Vivamente consigliato per chi vuole ridurre il “panico da cantiere” soprattutto per chi è novizio. La pratica del cantiere: natura dei terreni, scavi e fondazioni; materiali da costruzione; impianto del cantiere e mezzi d’opera; disegni di progetto; strutture murarie; strutture in cemento armato; opere di completamento della casa; impianti idraulici, sanitari, fognature, cucine, fumaioli; illuminazione e impianti di riscaldamento; costruzioni lesionate, opere di rafforzamento. Pratiche amministrative e assistenziali: rapporti commerciali; condotta amministrativa dei lavori; contabilità di cantiere; misura, valutazione e registrazione dei lavori; analisi computo-metriche; leggi e regolamenti, imposte, tasse e contribuzioni sociali, disciplina e tutela del lavoro, contratto collettivo nazionale del lavoro, assicurazioni obbligatorie e previdenza sociale.

Manuale pratico del mastro muratore 
Giuseppe Astrua

 

 

Verifiche e dimensionamento di elementi strutturali. Con CD-ROM: 2 

G. Michele De Gaetanis

 

Procedure rapide di dimensionamento del cemento armato. Con CD-ROM
Carlo Sigmund

 

Manualetto. Norme tecniche, costruttive e grafiche per lo svolgimento di una esercitazione progettuale sul tema della casa unifamiliare
Francesco Cellini

 

… つづく

 

 

 

 

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02 | Ernst Neufert,il pioniere della standardizzazione #Architects’ data.

02 | Ernst Neufert,il pioniere della standardizzazione #Architects’ data.

Ernst Neufert (15 marzo 1900-23 febbraio 1986) è stato un  architetto tedesco, assistente di Walter Gropius,  insegnante e membro di varie organizzazioni di standardizzazione, e soprattutto per il suo Architects’ data.

La prima edizione del libro è del 1936 a Berlino.  La lettura del libro di Neufert, il cui pur ellittico titolo italiano completo ha  richiesto cinque parole (Enciclopedia Pratica per Progettare Costruire)  contro una del titolo originale (Bauentwurfslehre),può, tra le altre, suggerire  le seguenti parole chiave:

• Misura Umana,

• Classificazione,

• Standardizzazione.

Ma prima di occuparsene pare necessario non eludere una domanda: è  l’Enciclopedia … di Neufert un libro da leggere? O non è solo un manuale  da consultare?

La salomonica risposta (ed anche quella più convincente) è che il libro è  entrambe le cose: usarlo come un’opera solo da consultare può essere  riduttivo, perché proprio nella sua puntigliosa esaustività e nell’ordine con  cui questa è esposta si annida una visione del mestiere (di architetto) che  solo la lettura sistematica (da pag. 1 in poi …) può svelare.

Giova anche osservare che questo è possibile ed ha senso solo se si usa  un’edizione datata del libro, prima che le aggiunte apocrife delle edizioni  recenti, nell’irrealizzabile ed insensata idea di aggiornarlo, non ne avessero snaturato la concezione.

Misura Umana

Noi ci rendiamo (…) subito esattamente conto delle dimensioni di un  oggetto quando vi vediamo vicino un uomo sia ciò al vero che nella sua  rappresentazione grafica.

Le misure del corpo umano non sono quindi solamente (e banalmente) un  insieme di dati di partenza per calcolare la misura giusta di oggetti e di  spazi, cioè di quelle cose create dall’uomo per servirlo e quindi (…) dimensionate in rapporto a lui.

Esse sono anche un punto di riferimento per l’idea stessa di misura che  ciascuno (chi più, chi meno) porta in sé: il concetto della grandezza di  qualsiasi cosa è per noi, ancora oggi, meglio afferrabile se … viene  comparata alle misure del corpo umano o di sue parti (braccio, piede,  spanna, pollice …): questi sono concetti innati in noi e che stanno, si può  dire, nel nostro sangue.

E’ passato del tempo, ed oggi, con maggiore precisione scientifica, si  direbbe nel nostro codice genetico; ma per il resto la cosa è nella sostanza  ancora del tutto sostenibile.

Per questo il libro si presta alla doppia lettura prima osservata; per questo  nelle sue versioni primitive è e resta di gran lunga superiore alle tante opere  simili stampate in seguito, incluso il nostrano Manuale dell’Architetto (tranne  la sua prima edizione, imbarazzante calco del libro di Neufert allora non  ancora edito in Italia).

Classificazione

Dopo i capitoli iniziali intorno agli studi preparatori ed al progetto (da non  sottovalutare: si tratta di un’autentica proposta di metodo), l’impianto del  libro è classificatorio ed ordinato dal particolare al generale: dai particolari  costruttivi; alle disposizione e dimensioni delle aree, dei vani e degli  impianti; ai vari tipi di edifici; ad alcune tavole generali conclusive.

Pregio principale dell’opera è di aver riunito in un solo libro, in concisa  sintesi, tutto l’essenziale per progettare e costruire.

E’ nota, quasi un luogo comune, la totale mancanza di senso dell’umorismo  di chi si occupa di tassonomie, parola tremenda perché contiene  contemporaneamente i concetti di regola e di ordine (ciascuno rispettabile  in sé, ma inquietanti se messi insieme).

Su questo un Maestro argentino, capace di nascondere il sarcasmo sotto  un’erudizione vastissima, ma non ostentata, ha scritto parole forse decisive.

Neufert non fa eccezione: la sua seriosa vis classificatoria, unita ad un  corrispondente desiderio di esaustività, lo hanno condotto verso alcune  forzature dalle quali ci si poteva aspettare una veloce caducità del libro.

E invece il successo editoriale continua, segno evidente che le parti vitali  dei suoi contenuti riescono comunque a prevalere su quelle che il tempo  che passa rende obsolete.

Per questo è impresa futile e vana tentare di aggiornarlo: perché si corre il  rischio di offuscarne le parti vitali, che consistono nella più esauriente  trattazione del rapporto tra le misure degli esseri umani e quelle degli spazi  e degli oggetti di cui si servono.

Non ha importanza se gli oggetti delle vecchie edizioni appaiono un poco  demodé: le loro misure continuano ad essere sensate nei valori assoluti ed  in rapporto con le misure umane.

Ed il fatto che anche queste si siano (lievemente) modificate dai tempi di  Neufert, quando gli esseri umani erano di statura inferiore e vivevano meno  a lungo di oggi (e non solo per le guerre), non ha ancora messo fuori gioco  il suo generoso lavoro.

Standardizzazione

La vis classificatoria non è stata peraltro solo un tratto del carattere  personale.  In quegli anni l’affermazione planetaria della produzione industriale in serie  imponeva scelte di unificazione e di standardizzazione in una vasta  fattispecie di manufatti.

Il comitato tedesco per l’unificazione (Din) si costituisce nel 1917 … per  sviluppare norme e standard come un servizio per l’industria, lo stato e la società considerati come un tutto.

Contemporaneamente artisti diversi, ed anche tra loro intellettualmente e  politicamente lontani, cantavano in coro le qualità estetiche del prodotto industriale, fornendo per questa via una base culturale internazionale a quei  processi che, proprio perché confinati entro limiti nazionali, porteranno nel Novecento a due terrificanti conflitti.

Gli architetti non sono estranei a tutto questo: è anche nel loro sentire  comune … l’utilità di un coordinamento tra l’industria e l’edilizia, come si  esprime (in piena seconda guerra mondiale) l’ente italiano di Unificazione  (Uni), che aggiunge: “… questo coordinamento è attuabile attraverso la  semplificazione e l’unificazione; è per questo che l’Uni (…) ha fino dal 1940  intrapreso i lavori di unificazione nel campo dell’edilizia …”.

Anche qui l’Italia pare un poco in ritardo, ma il processo è davvero  travolgente e pervasivo su scala planetaria.

Queste considerazioni dànno una chiave in più per comprendere il lavoro di Neufert: non è solo uno strumento per non sbagliare la pendenza di una  scala o la misura di una sala da bagno, ma è ben altro.

E’ uno sforzo di semplificazione e di unificazione che si propone di  aggiornare ai tempi nuovi il settore dell’edilizia, ritenuto tecnologicamente arretrato; e che trova nella classificazione e nella normalizzazione gli strumenti efficaci ed opportuni (ed anche desiderabili) per farlo.

fonte: Nico Bolla Dispense del Corso

Esiste anche una versione cinese: Jianzhu She jizi liaojizi

Enciclopedia pratica per progettare e costruire

 

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credit photo> http://www.ignant.de/2011/10/28/paul-gisbrecht/

 

 

 

 

 

#date EdS 2014

#date EdS 2014

In base all’ordinanza ministeriale 21 febbraio 2014, sono state individuate le date per l’EdS 2014

SESSIONE ESTIVA

Termine di iscrizione 23 maggio 2014
Inizio esami laurea quinquennale 18 giugno 2014
Inizio esami laurea triennale 25 giugno 2014

SESSIONE AUTUNNALE

Termine di iscrizione 17 ottobre 2014
Inizio esami laurea quinquennale 19 novembre 2014
Inizio esami laurea triennale 26 novembre 2014

Download (PDF, 37KB)

#Percentuali di abilitati EdS in tutte le sedi. #architettura #ingegneria

#Percentuali di abilitati EdS in tutte le sedi. #architettura #ingegneria


Percentuali di promossi  agli esami di abilitazione in ingegneria ed architettura negli ultimi anni. Con indicate le sedi di corso EDA (ing. edile-architettura).
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Avvertenze

I dati sono stati elaborati attraverso  fonti raccolte su internet, pertanto non sono ufficiali…ma verosimili, possiamo dire che sono dati  al  “condizionale giornalistico”.
Per eventuali errori si prega di segnalare il tutto con dati ufficiali.

Nel 2013 abbiamo registrato un aumento a Roma e Palermo, una diminuzione significativa ad Aversa e a Pescara.

 

[corso EdS Roma]


1 | L’abilitazione professionale #architetto

1 | L’abilitazione professionale #architetto


Per accedere alla professione di architetto in Italia sono richieste:

– Laurea in Architettura tab. – Classe XXX; laurea in Ingegneria edile e architettura tab. – Classe 4/S; o Architettura e Ingegneria edile – architettura tab.- Classe LM-4,(come specificato dal DPR. 328/2001 per gli esami di Stato negli Art.17 e Art. 18) e da D.M.9 luglio 2009. L’accesso alle Università in Italia è regolamentato con Decreti che ne regolano il numero programmato come per le professioni Mediche e Sanitarie.

– Abilitazione professionale, che si ottiene superando un esame di Stato che consiste in quattro prove (tre scritte e una orale).

– Iscrizione all’ordine professionale degli Architetti, Pianificatori Paesaggisti e Conservatori .

L’Ordine degli Architetti – che a seguito di una recente riforma raccoglie anche i pianificatori (urbanisti), i paesaggisti e i conservatori dei beni storico-architettonici – è il supremo organo di tutela professionale, ed è organizzato su base provinciale (in base al luogo di residenza dell’architetto) e ultimamente con norma europea che equipara il Domicilio professionale alla residenza. All’interno dell’ordine vi sono attualmente diverse classi e categorie, a seconda della specifica abilitazione.

Hanno diritto al titolo di dottore in architettura i laureati secondo i vecchi ordinamenti e quelli in possesso dell’attuale laurea quinquennale; i laureati del corso di laurea quinquennale sono automaticamente detentori del titolo di architetto; gli stessi possono sostenere l’esame di abilitazione per il titolo di architetto senior, pianificatore, paesaggista e conservatore e consequenzialmente iscriversi all’ordine professionale nella sezione A.

I laureati dei nuovi ordinamenti con laurea triennale hanno diritto a sostenere l’esame di abilitazione per iscriversi alla sezione B. Il loro titolo sarà quello di architetto iunior, ed avranno alcune limitazioni nell’ambito professionale, ovvero potranno svolgere attività di collaborazione alle attività di progettazione degli architetti e degli ingegneri e svolgere incarichi in forma autonoma relativamente a costruzioni civili semplici con l’uso di metodologie standardizzate.

La legge italiana riconosce prerogative equivalenti a quelle degli architetti anche agli ingegneri civili o edili regolarmente iscritti al rispettivo ordine, per quanto riguarda l’esercizio della professione. Pertanto anche un architetto  si può iscrivere all’ordine degli ingegneri e viceversa.

Rimane campo esclusivo dell’architetto l’intervento su manufatti storico-architettonici vincolati dalla legislazione specifica.

Altri professionisti del settore edilizio sono il geometra e il perito industriale specializzato in edilizia (perito edile); tali figure professionali hanno varie limitazioni rispetto ad architetti ed ingegneri ed anche, a seguito di un diverso e più breve percorso di studi, finalizzato all’apprendimento di aspetti basilari e complementari del lavoro nell’edilizia, nell’estimo, nella topografia e nella progettazione di medie strutture anche civili.

#Architetto. Diario di una  professione, tra il passato, il presente e i #cocontest | #architettura #architecture

#Architetto. Diario di una professione, tra il passato, il presente e i #cocontest | #architettura #architecture

 

Un terzo degli architetti europei sono Italiani nel numero di 145.000 circa. Nel 2010 il Consiglio Nazionale degli Architetti  commissionò al Cresme, una ricerca sullo stato dell’arte della professione; il risultato fu una fotografia nera, ma quello che è peggio è che la crisi non aveva toccato i massimi livelli.

É indubbio che la professione sta vivendo la peggiore crisi dal dopoguerra, o probabilmente epocale.

Probabilmente stiamo vivendo un passaggio epocale come quello che si ebbe dall’età industriale e dell’informazione avvenuta durante la crisi degli anni 70.

Avverrà un passaggio di forma; il nostro modo di comunicare cambierà fisionomia, l’aspetto (i nostri gadget tecnologici sono molto diversi rispetto anche solo cinque anni fa) e il modo di comunicare (quanti di voi digitavano un tweet regolarmente tre anni fa?). La forma del nostro lavoro cambierà, progetteremo su  internet che avrà le sembianze di una nuvola (la piattaforma cloud).

Sta di fatto che occorre reimpostare la nostra professione alla luce di questo cambiamento, ma occorre tracciare anche una diagnosi sul malessere attuale della professione.

Il quadro clinico sintomatico possiamo sintetizzarlo in:

– La perdita dell’autorevolezza

– La cultura del consumismo

– L’industrializzazione del processo edilizio

– La crisi , la concorrenza, i falsi miti

– uno vale uno [da sviluppare]

La perdita dell’autorevolezza

Con una media di un architetto ogni quattrocento abitanti (infanti inclusi), la  professione è decisamente inflazionata. Il 40%, secondo Cresme, ha meno di quarant’anni e considerando anche lo stallo attuale dell’edilizia, non lavorano.

Negli anni ’60, periodo d’oro dell’architettura Italiana, l’architetto/designer stava come il sarto/stilista fautore della nascita del pret a pòrter italiano negli anni ’70 e ’80″; ovvero le figure protagoniste della nascita  del Made in Italy.

Oggi gli architetti non hanno più autorevolezza; sono assolutamente soggiogati dal “potere”   dei costruttori, dei politici, degli amministratori pubblici che sfruttano l’eccessiva offerta determinata da un numero sempre crescente di professionalità che, sfruttando vuoti normativi, fanno si che l’offerta ecceda in maniera superiore alla domanda, per cui si tende generalmente ad  abbassare in maniera sproporzionata e non dignitosa i prezzi, costretti a cedere sulla qualità.

Colpa anche di molte strozzature “culturali” che ormai si sono sedimentate nel pensiero collettivo, uno tra tanti, il pensiero che l’architetto è sostituibile, a differenza del geometra e dell’ingegnere.

Un indicatore della perdita di credibilità o della crisi del settore è la pubblicità su Groupon ( molti analisti economici per individuare i settori in crisi analizzano  questa piattaforma ); cosi accanto ai ristoratori, centri estetici ecc., troviamo gli studi di architettura che si offrono a prezzi stracciati.

A nulla è valso l’intervento del Consiglio Nazionale degli Architetti P.P. e C. che ha invitato gli Ordini ad attivare una procedura per segnalare all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato eventuali pratiche commercialmente scorrette messe in atto da Groupon,  infatti, tale offerta può indurre il consumatore a ritenere che prestazioni professionali complesse possano essere svolte con costi irrisori e a pensare che il “Professionista” sia  “ladro”, un parassita.

Il consumatore italiano  medio, è  convinto che “le idee non si pagano,” e che l’architetto sia una cosa superflua.

Non era così nel passato, l’attività dell’architetto era considerata e stimolata dalla norma; nell’Italia unificata l’attività edilizia era essenzialmente regolata dal Codice Civile e dalla Legge sull’Esproprio del 1865 che sanciva, tra l’altro, la nascita del “Regolamento Edilizio e di Igiene”.

Fin dalla nascita dei primi regolamenti edilizi appunto, fu prevista l’introduzione di un organo consultivo del Sindaco per l’espressione di pareri sulle costruzioni, tale organo dapprima fu chiamato “Commissione d’Ornato” e poi “Commissione Edilizia” con la Legge 1150 del 1942.

A Milano il regolamento edilizio ottocentesco recitava:

… La Commissione si occupa nell’esame, e giudizio de’ disegni da eseguirsi di fronte alle Strade, ed altri luoghi  pubblici della Città…Chiunque voglia eseguire qualunque sorta di Fabbrica, o  ristauro ne presenta il disegno in duplo …Il disegno comprende la Pianta, e l’Elevazione della  fronte ed i dettaglj in una scala maggiore.…Per non esporre i disegni fati contro i principj dell’Arte a frequenti rifiuti dovranno questi essere sottoscritti da Architetti noti che rispondano alle osservazioni della  Commissione.

 

La  cultura del consumismo

La progressiva perdita di senso della cultura generale a favore del nozionismo di Wikipedia; la sovrabbondanza di informazioni, delle immagini e la loro durata (quella del tempo di un post) e la sacralizzazione  del Brand, ha portato alla sostituibilità dell’Architetto con il “catalogo IKEA”.

Oggi si confonde “il manufatto artistico ” con “ l’oggetto estetico”, il bello è stato oggettivizzato al ribasso, seriale e modulare, impilabile in ogni luogo dell’abitare.

Il  design “popolare” deve essere inteso in modo corretto, non come arte del popolo o per il popolo, ma, più puntualmente, come arte di massa; prodotta cioè in serie. E poiché la massa non ha volto, l’arte che la esprime deve essere il più possibile anonima: solo così potrà essere compresa e accettata dal maggior numero possibile di persone.

Una massa accolta dai “consulenti d’arredo IKEA”, eserciti in giallo che offrono i servigi all’eccitato “ospite”; disponendo, dopo il catasto,  della più grande banca dati dei nostri appartamenti e dei nostri sogni.

Emblematico il metodo progettuale  dei punti vendita delle grandi marche dove manuali di concept progettuali o di Visual Merchandiser realizzati dai Mc-designer ( notare il suffisto),  inondando gli studi di architettura distribuiti strategicamente nel mondo, per adattare il Local al  Global; architetti costretti ogni tanto a periodici pellegrinaggi ai  Flag-Store delle multinazionali.

Non stiamo qui a contestare l’Ikea e il il suo gusto di inserire i suoi scatoloni  blu  tra le colline, ci mancherebbe, ma capire la nostra concorrenza globale ci aiuta a scegliere meglio i nostri percorsi e i nostri potenziali mercati.

Occorre capire il “progetto-gadget” gustato dalla massa nel secolo della simpatia e dell’immaterialità, dove  gli oggetti spariscono e “se proprio non possono ancora sparire completamente, almeno che si rendano sopportabili essendo simpatici”.

Alla luce di ciò occorre capire se ci convenga perdere tempo a far coincidere pianta, prospetto e sezione proponendo un progetto originale al cliente supponente, piuttosto che proporgli un adattamento di qualche architettura scaricata in giro nella rete, opportunamente foto ritoccata magari da qualche sito indiano.

C’era una volta il decoro. Lo si trovava nel vivere civile, nelle norme di comportamento, nel galateo comunemente praticato, nell’esteriorità, nei rapporti interpersonali, ma anche nella vita pubblica e nel mostrarsi medesimo delle città. Oggi il decoro sembra invece essere scomparso.

Il fatto è che decoro e  architettura sono state sempre due metà della medesima sfera; il decoro era  altamente considerato nella società borghese tra Otto e Novecento,  infatti, come dicevamo, le  commissioni edilizie di quell’epoca,  erano appellate “Commissioni di Ornato” e curavano non solo del rispetto delle norme edilizie e igieniche ma altresì l’apparenza esterna, il “bello”.

Era il bello con cui Croce elaborava la sua “Estetica”, riconosciuto dal “gusto”, da quella capacità di riconoscerlo. Una capacità che la nostra società ha perso.

Il tramonto del gusto nella cultura occidentale equivale al tramonto dell’architetto, non è certamente tramontato il bello, ormai codificato, serializzato, veloce da preparare e consumato in grossi supermercati,  in una sorta di Mc-design .

Dicevamo la sostituibilità dell’architetto … chiudiamo riportando pari pari dal sito dell’Ikea:

“Progetta gli interni della tua abitazione con l’aiuto dei planner IKEA. Grazie al nostro software dal facile utilizzo, puoi scegliere i mobili che si addicono perfettamente alle dimensioni delle tue stanze. Sperimenta con diverse combinazioni, scambia le posizioni degli elementi e prova vari stili fino ad essere soddisfatto del risultato. Puoi visualizzare e stampare le opzioni migliori, con tutte le misure, proprio come gli architetti.”

 

L’industrializzazione del processo edilizio

La costruzione industrializzata si è diffusa in Italia all’inizio degli anni ’60, quindi molto in ritardo rispetto alle esperienze delle altre nazioni europee. Era stata rifiutata come modello strategico per la ricostruzione alla fine della seconda guerra mondiale, quando invece si affermava nel resto d’Europa, a causa delle scelte politiche che avevano preferito utilizzare il comparto edilizio come volano per l’economia e come strumento per ridurre la disoccupazione, assorbendo soprattutto manodopera non specializzata.

E’ solo alla fine del miracolo economico che l’obiettivo dell’industrializzazione viene riconsiderato trovando le condizioni economiche, sociali e politiche per affermarsi: a questo punto occorre infatti realizzare a basso costo e rapidamente milioni di metri cubi di edilizia residenziale pubblica,  indispensabile per l’inurbazione di massa e le opere necessarie a seguito della riforma scolastica. In questa emergenza costruttiva si assiste, inoltre, ad un fenomeno di carenza di mano d’opera nell’edilizia, dovuta alla diminuita disoccupazione negli anni del boom. La prefabbricazione e l’industrializzazione edilizia sembrano la soluzione cercata.

Però, i primi risultati deludenti portano a rivedere il problema dell’economia di scala: le soluzioni tecniche scadenti gemmavano in  esiti architettonici discutibili, tranne alcuni casi esemplari. Prende così corpo la strada più radicale della industrializzazione globale del settore edilizio. E’ questa la fase più importante dell’industrializzazione che vede nella razionalizzazione del processo produttivo e di cantiere il cuore della sperimentazione.

L’industria italiana comincia a brevettare  nuovi sistemi costruttivi, rompendo il monopolio straniero. Parallelamente alla sperimentazione in cantiere si innesca un dibattito che vede coinvolta in prima linea l’Università, in particolare la ricerca scientifica sull’edilizia viene indirizzata sull’unificazione dimensionale, sulla standardizzazione e sul controllo della qualità, sulla programmazione e soprattutto sulle metodologie di progettazione.

Anche l’impresa edilizia si aggiorna mutando per la prima volta dopo decenni l’approccio al cantiere, che in Italia era rimasto invece saldamente ancorato, nel dopoguerra alla realizzazione  in opera.

Infine, una delle più interessanti ripercussioni della prefabbricazione nella ricerca architettonica italiana si verifica con il massimo avvicinamento alla costruzione edilizia del settore del design. Sul tema della prefabbricazione, il designer, estraneo alle elaborazioni metodologiche che prevalgono nella progettazione dei sistemi, si assume il compito del disegno dell’elemento costruttivo, con risultati in alcuni casi di altissima qualità che contribuiscono alla diffusione del mito del “Made in Italy”.

Ma nei decenni successivi l’industria ha creato sistemi sempre più economicamente vantaggiosi che si sono tradotti  in  raccapriccianti assottigliamenti dei muri, in  figure professionali “utensili”  e  in un’ inondazione di schede tecniche degli elementi edilizi.

Cosi anche  il più piccolo costruttore ha il suo “ufficio tecnico” gestito dal geometra di turno; il progetto è diventato una sommatoria di schede tecniche da allegare al Permesso di Costruire.

Ma mano che l’industria delle costruzioni diventava di massa e il progetto un’operazione industriale  e standardizzata, l’industria ha cominciato ad espellere gli architetti.

L’importante che sia tutto a norma e infatti, come si è visto con il  terremoto in Emilia Romagna del 2012,  di norma si muore in Italia.

L’autodistruzione industriale dell’Emilia è stata causata, dall’assenza di umanità; quell’umanità professionale di cui è dotato l’architetto, una figura che probabilmente agisce, o dovrebbe agire, secondo la regola d’arte e  la coscienza critica del buon padre di famiglia.

Il Procuratore capo di Modena, Vito Zincani, nell’annunciare  l’apertura di un inchiesta relativa alle vittime dei crolli avvenuti in provincia di Modena a causa del sisma ha detto che la “politica industriale a livello nazionale sulla costruzione di questi fabbricati è una politica suicida”.

 

La crisi , la concorrenza, i falsi miti

E’ in corso un periodo di recessione che ha colpito più di tutti il settore dell’edilizia; mai, nella storia del nostro paese, abbiamo avuto tante case vuote, tra invenduto e sfitto.

La prospettiva di una crescente concorrenza di ingegneri, di geometri e società di ingegneria, e, in un orizzonte di calo della domanda, un progressivo incremento del numero stesso degli architetti, disegnano per l’architetto stesso un quadro nefasto.

Dall’ Osservatorio dell’OICE ci dicono che  “Non soltanto non si riescono a mettere in campo risorse per la progettazione né soluzioni per il gravissimo problema dei ritardi nei pagamenti , ma si continua a intervenire sul quadro normativo a volte senza rendersi ben conto delle conseguenze. È il caso, ad esempio, della soppressione delle tariffe disposta dal Decreto Liberalizzazioni che creerà problemi non di poco conto alle stazioni appaltanti nel calcolo della base d’asta e nella definizione dei requisiti di partecipazione alle gare”.

Anche gli ultimi provvedimenti  in materia di società tra professionisti, per rispondere ad esigenze che nulla hanno a che fare con il settore delle professioni tecniche, non fa altro che creare confusione e problemi rispetto a regole consolidate che hanno consentito all’ingegneria e all’architettura organizzata di svilupparsi secondo modelli efficienti e moderni.

Per non parlare dalla concorrenza sleale delle Università che mettono su veri e propri studi professionali con soldi pubblici, offrendo il ribasso più sgraziato alle amministrazioni pubbliche.

Il settore della progettazione ha invece bisogno, oltre che di risorse economiche, di stabilità del quadro normativo.

Una norma che afferma le libere professioni come  punto di riferimento irrinunciabile del nostro sistema economico; per la terzietà nei confronti degli interessi economici di impresa, per l’ elevato valore aggiunto delle prestazioni, le capacità di innovazione, le potenzialità di espansione e l’alto valore produttivo ed occupazionale.

In sintesi l’Architetto non può e non deve competere con le situazioni on-line che offrono certificazioni energetiche a prezzi stracciati

In questa situazione di stallo del mercato, non stupisce che architetti, ingegneri e costruttori siano disposti a lavorare gratis o in perdita pur di ottenere incarichi; a Torino il meccanismo del ribasso ha portato a sconti del 100%: è il caso di un’impresa di perforazione che ha offerto gratis alcuni servizi pur di aggiudicarsi l’appalto per la sistemazione del ponte sulla Dora” ( La Repubblica, 1 aprile 2010 )

 

IPOTESI DI FUTURO

In questo periodo di crisi fare delle previsioni  è molto azzardato, ma  in ogni caso occorre fare delle considerazioni.

Prima o poi ci sarà l’esigenza di  un “New Deal” europeo, politicamente spendibile nella pubblica opinione ed economicamente vantaggioso per i Ministri dell’Economia dell’Eurozona e per il settore interessato dall’architettura.

Sinteticamente individuiamo  quelle che per noi potrebbero essere dei potenziali ambiti di lavoro:

– Risparmio  energetico

– Infrastrutture urbane nodali e lineari

– Messa in sicurezza e valorizzazione del patrimonio immobiliare

Risparmio  energetico

Siamo in una fase cruciale, in una fase epocale che sarà determinante per lo stile e la qualità della vita nei prossimi decenni di questo secolo.

Oggi un europeo consuma mediamente 50.000 KWh. di energia,  500 volte di più di quello che è in grado di produrre. Senza energia l’uomo sarebbe costretto a ritornare ad una società arcaica; senza energia non funziona niente.

Risparmio energetico significa ridurre i consumi di energia necessaria per i nostri bisogni o le nostre attività e si può ottenere sia modificando le nostre abitudini, cercando di limitare gli sprechi, sia migliorando le tecnologie che sono in grado di trasformare e conservare l’energia perfezionando cosìl’efficienza energetica.

Il 40% dell’energia del fabbisogno in Europa finisce negli edifici, al secondo posto troviamo la mobilità il trasporto, al terzo posto troviamo l’industria.

Infatti è proprio la vetustà del patrimonio edilizio italiano che incide maggiormente  sul livello dei consumi energetici: oggi un’abitazione con trent’anni di età consuma in media 180-200 KWh/mq/anno mentre un edificio nuovo realizzato in classe C (che oggi è lo standard minimo nelle nuove costruzioni) consuma in media tra 30 e 50 KWh/mq/anno. Nel 2009 oltre il 35% dell’energia impiegata in Italia è stata consumata dagli edifici (riscaldamento, luce, acqua calda, ecc), per un volume pari a 46,9 milioni di tonnellate di petrolio.

Per cui non abbiamo scelta: dobbiamo arrivare a case a consumo zero e non abbiamo molti  anni a disposizione.

L’Architetto è una figura professionale che più si presta a questa sfida, abbandonando il modus operandi ingegneristico e seguendo quello architettonico, realizzando un’architettura bioclimatica a consumo zero, progettando le  geometrie delle forme, minimizzando gli impianti tecnologici e recuperando l’architettura tradizionale.

 Le Infrastrutture

Naturalmente la crisi del settore dell’edilizia è una preoccupazione costante dei nostri governati; da sempre considerato volano per l’economia a scapito  della sua sostenibilità ambientale o economica.

Scelte sbagliate, anche nel campo dell’edilizia  hanno portato l’Europa a confrontarsi con la più grande crisi economica del dopoguerra e nonostante ciò il Continente  necessita di infrastrutture nuove per acquisire competitività sui mercati internazionali.

Trasporti, reti telematiche e trasmissione di energia sono ancora  i punti deboli del Sistema Europa.

La crisi genera sempre cambiamento, soprattutto in fase di pianificazione; infatti  per reperire fondi in un contesto storico particolare in cui le casse statali sono prosciugate è emersa l’idea di creare degli strumenti finanziari ad hoc: i Project bond.

I project bond sono emissioni obbligazionarie finalizzate alla realizzazione di un progetto e soprattutto il loro “rimborso” dipende dai flussi finanziari che il progetto è in grado di assicurare. Si tratta di uno strumento particolarmente adatto a coinvolgere capitali privati nel finanziamento di opere infrastrutturali, soprattutto in una fase storica in cui le tradizionali fonti di finanziamento (i bilanci statali e il credito bancario) non sono in grado di assicurare le risorse necessarie. Secondo le stime gli investimenti attivabili in Italia dai project bond ammonterebbero a 10-15 miliardi.

Nuovo impulso verrà  dato nel campo della riqualificazione e la valorizzazione di aree urbane degradate e delle “Città fondate sull’automobile e sul consumo di suolo”, infatti le nuove strategie tenderanno a fermare il  consumo del suolo e a  sviluppare la riqualificazione edilizia, efficienza energetica, housing sociale, rilancio del trasporto pubblico locale”.

Dal Rapporto Censis-Ance dedicato a “Un Piano per le città”, il patrimonio edilizio esistente è “una grande risorsa oggi mal utilizzata che richiede un recupero di qualità e di funzionalità con particolare attenzione al risparmio energetico, al contenimento del consumo di suolo e alla necessità di dare risposta alla nuova domanda abitativa”. Lo studio evidenza lo sviluppo disordinato delle città italiane che hanno seguito un modello fondato sull’automobile e che ha determinato un ingente spreco di suolo.

Più semplice il discorso per i provvedimenti per l’edilizia che saranno sempre saranno di tipo fiscale: bonus ristrutturazioni e incentivi per la  riqualificazione energetica.

Messa in sicurezza e valorizzazione del patrimonio immobiliare

Lo stato italiano dispone di un fondo sovrano, forse il più consolidato del mondo; dispone di un patrimonio immobiliare alienabile di circa 300 di miliardi euro, per non parlare del patrimonio inalienabile, (il brand del Colosseo è stimato circa a 90 miliardi di euro).

Per fare qualche paragone il debito pubblico italiano è di 2000 miliardi di Euro, il valore del patrimonio immobiliare italiano, catastalmente stimato, si aggira intorno ai  6.335 miliardi di euro.

Il valore del brand dell’intero patrimonio artistico e culturale italiano è stato stimato dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza in oltre 600 miliardi di euro sulla base della conoscenza internazionale, dei flussi turistici (nazionali ed internazionali), del valore economico del territorio, dell’accessibilità multimodale.

Stiamo parlando del solo patrimonio messo a regime e valorizzato.

Infatti non è stato capitalizzato quello che non è conosciuto, quello che è nascosto  per esempio nei magazzini dei musei o tra i vicoli dei centri storici; per la sua manutenzione, gestione e valorizzazione è facile fare qualche calcolo molto grossolano, potrebbe impiegare a tempo pieno circa 100.000 lavoratori ”intellettuali”.

I recenti avvenimenti in Emilia Romagna hanno dimostrato come una debole scossa, classificata come “moderata”, basterebbe  a distruggere parte del  patrimonio edilizio italiano.

Esistono molte strozzature “culturali” e il bene immobiliare viene visto come qualcosa di eterno.

La gente è convinta che il cemento armato è millenario, ma è inconsapevole che abbisogna di una manutenzione periodica e costante; che lo stesso patrimonio potrebbe costare di meno se venisse  “curato” da un professionista.

L’ingente patrimonio residenziale dall’immediato dopoguerra sino ai primi anni ’80, oggi soggetto ad un degrado fisico e ad un’obsolescenza funzionale importanti, ha determinato negli ultimi anni una riflessione approfondita sulle strategie gestionali e sulle metodologie ed opportunità degli interventi di riqualificazione.

È possibile rilevare che ad oggi, in Italia così come in Europa, una rilevante percentuale degli edifici residenziali ha superato il limite di efficienza prestazionale in assenza di interventi, rendendo pertanto necessaria una ricognizione diffusa del deficit qualitativo del comparto abitativo.

Dei 59 milioni di abitazioni censite al Catasto, 10 milioni sono state realizzate tra il 1946 e il 1971; gli edifici con più di 40 anni di età arrivano al 50% nelle grandi città. Il 70% degli edifici residenziali ha infatti un’età superiore ai 30 anni, mentre il 35% supera i 50 anni di vita.

All’emergenza abitativa del secondo dopoguerra, principalmente dovuta ai fenomeni dell’inurbamento e della crescita demografica, è stata data una risposta di tipo prevalentemente quantitativo con una scarsa attenzione ai livelli di qualità globale delle costruzioni. Un patrimonio importante il cui recupero costituirà nel medio periodo una percentuale significativa delle attività nel settore edilizio, decisamente superiore agli interventi di nuova costruzione. La congiuntura economica in atto accentua tale tendenza e si ripercuote con forza sugli investimenti nelle costruzioni ed in particolare sul settore residenziale, facendo registrare nel 2011 oltre il 60% della produzione edilizia in interventi di riqualificazione.  Il recupero del costruito rappresenta dunque una sfida di ampia portata che coinvolge a diversi livelli tutti gli attori; la componente politica, la proprietà e l’utenza, i tecnici, la produzione edilizia e il credito.

In particolare la  proprietà e l’utenza devono essere in grado di valutare le opportunità di un miglioramento prestazionale del costruito, in termini di riduzione dei costi di gestione e di redditività degli investimenti, nonché di qualità della vita.

 

IMMAGINARSI

L’introduzione di nuove tecnologie ha sempre prodotto cambiamenti nella società; questo sembra chiaro. Il problema oggi è che, mentre le tecnologia ha avuto una rapida accelerazione, il cambiamento sociale non ha la stessa andatura. C’è una distanza crescente fra l’evoluzione tecnologica e quella sociale: è questo vuoto culturale che crea problemi.

Tecnologia, evoluzione sociale e aspetto umano dovrebbero essere in equilibrio.

Un equilibrio ormai capito dalle più avanzate aziende nel mondo.

<< Per esempio la Gore ha un fatturato di milioni di dollari ma mantiene un’atmosfera molto umana, familiare, in tutte le sue fabbriche. Ciascun edificio è occupato da non più di 200 persone, nessuno è più alto di sei piani. Le loro strutture hanno la misura giusta, tutto è a misura umana, in contrasto con le fabbriche da 5.000 o 10.000 persone del mondo industriale. Nell’era industriale la misura umana era stata rimossa, ora sta  ritornando. Nella sede della Microsoft (che loro chiamano campus) gli edifici sono meno alti degli alberi.>>

Le organizzazioni high tech creano un’atmosfera, un ambiente, creano il “luogo”, l’identità.

La tecnologia è parte integrale dell’evoluzione culturale ed è, naturalmente, il prodotto creativo della nostra immaginazione, dei nostri sogni e delle nostre aspirazioni. Ma la scienza e la tecnologia non ci dicono qual è il senso della vita; così esaminiamo e ri–esaminiamo la natura della nostra umanità attraverso famiglia e comunità, religione e spiritualità, arti e letteratura – tutte cose che rientrano in ciò che viene chiamato dai “visionari”: High Touch.

Più tecnologia introduciamo nella nostra società, più le persone vogliono stare insieme. Al cinema, ai concerti, a fare la spesa, al ristorante, in ufficio.

Dopo l’invenzione della televisione, molti avevano previsto la morte delle sale cinematografiche. Non avevano capito che non si va al cinema solo per vedere un film, ma per piangere o ridere insieme a 200 altre persone.

<<High Tech è la teleconferenza, High Touch è la stretta di mano. High Tech è aggiornare gli impianti, High Touch è educare le persone. High Tech sono le  matematiche di  progetto, High Touch  sono  le emozioni  che un progetto procura.  Le risorse umane sono il fattore di successo nella concorrenza globale.>>

La definizione High Tech / High Touch può avere molti significati pratici. Per esempio High Tech vuol dire accelerare i tempi, spingere tutto verso l’immediato, il “tempo reale”;  High Touch significa avere tempo. High Tech è chiedere all’individuo di produrre di più in tempi più brevi; High Touch è dare valore al processo, consentire lo spazio per la scoperta.

Tutto questo si applica anche alle organizzazioni, nelle imprese private come nell’amministrazione pubblica.

Nel mondo di oggi, i cambiamenti sociali sono il risultato dei cambiamenti tecnologici. Il successo e la sopravvivenza nel prossimo millennio saranno determinati dalla nostra capacità di capire la relazione e l’interdipendenza fra le fondamentali esigenze ed emozioni umane e le possibilità pratiche aperte dalle nuove tecnologie. Il nostro successo nell’economia, nel governo e nelle relazioni umane dipenderà da quanto bene sapremo combinare gli elementi del bisogno umano di High Touch con un mondo High Tech.

Prima  la ricchezza di una nazione si misurava in base alle risorse naturali e al capitale. Poi si è dimostrato che un’economia può crescere anche senza risorse naturali; e oggi il capitale è una commodity globale. L’unico fattore rimasto di superiorità competitiva sono le risorse umane.

I migliori analisti americani vedono nella sintesi High-Tech/High-Touch la migliore strategia economica  per superare la crisi.

Vincono le aziende italiane che hanno  una produzione  “sartoriale” non seriale, il nostro “Made in Italy” non compete sull’Hi-Tech ma sul High-Touch vedi, la Ferrari, la Vespa e ora la Fiat 500 negli  USA.

L’esperto  dell’Hi Touch , sembra il ruolo disegnato su misura per l’architetto “tradizionalista”, una figura professionale che curi esclusivamente “l’ornato”, una figura professionale che porti il tocco,  nel design, nel restauro, nel progetto ; ovvietà per noi ma non per la “massa” e gli opinion leader, non ancora almeno.

E’ innegabile che stiamo lasciando l’era dell’informazione per approdare all’era dell’attenzione, della consapevolezza; una sorta di eco-sostenibilità dell’informazione di conseguenza un’ attenzione al progetto.

Un progetto che metabolizza  nuovi strumenti concettuali e pratici per affrontare il sovraccarico di tecnologia, di informazioni e la loro rapida obsolescenza (Information overload).

Gli architetti che sfideranno l’ingegnere nell’High Tech, nella specializzazione sono destinati a soccombere, un architetto che si specializza per forza di cose entra in concorrenza con l’ingegneria, con i laureati del nuovo corso universitario iperspecialistico  “esprit du temp”. Meglio curare le specialità.

L’architetto  dovrà certamente gestire  Hi Tech, o meglio Surfare  sulle tendenze , raccoglierne sempre il precipitante, “fare sintesi” “semplificare” “ottimizzare le conoscenze”,  ma dopo occorre sintetizzare il futuro con Hi Touch.

E il mondo cambierà quando troveremo sulla bacheca degli annunci :

“Wanted  Architect/designer/developer at High Touch”.

tratto da:

Michele Giuliani

Architetto. Manuale per l’esame di stato e per l’esercizio della professione  Aprile 2013

 

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Il futuro verificato

Gennaio 2104

Il Consiglio Nazionale degli Architetti scrive al Presidente Letta per richiamare l’attenzione sulla drammatica realtà degli studi professionali italiani. Nessun provvedimento è stato preso dal Governo per investire nella cultura tecnica e rilanciare lo sviluppo del settore edile che sta affondando. Non è più tempo di parole e di promesse; i centocinquantamila architetti italiani chiedono azioni concrete per tutelare il proprio presente e il futuro dei loro studi, delle loro famiglie del paese.

Febbraio 2014

Italia contro Standard & Poor’s: le agenzie di rating non hanno valutato il patrimonio artistico. 

 Troppi parenti architetti ci sono in giro in Italia

Marzo 2014

Architetti che piangono per la crisi in TV, a Milano.

Dalla capanna di Marc-Antoine Laugier, gli architetti in Italia vivono la crisi più nera.

Aprile 2014

 “Settantacinque posti disponibili e solo 35 partecipanti. E il calo di iscritti al test di ingegneria edile-architettura è già al suo secondo anno. Il fronte università non è l’unico del settore edile con il segno «meno»: cala il numero di iscritti al corso geometri (solo 71 al Volta di Pavia) e la «massa salari» registrata dalla cassa edile è al meno 8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. «Cinque anni di numeri negativi», dicono dal settore.” (cit.)

Settembre 2014

Incontrando il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, il vicepresidente della Banca europea degli investimenti Dario Scannapieco ha proposto di finanziare una serie di grandi opere italiane attraverso i project bond.

 

Notes

Il sistema di ‘additive manifacturing’ è in grado di realizzare elementi strutturali in acciaio per costruzioni complesse.

L’ Accademia Di Architettura Mendrisio è diventata il laboratorio di un ambizioso programma pedagogico: formare una nuova figura di architetto generalista in grado di esercitare un ampio controllo che riporti l’uomo al centro degli interessi progettuali.

 

Maggio 2015 : l’archi-cocontest 2.0

 

Un tizio,  Daniel Ballen, uno che si gongola su “quel sito”, un tipo che ha acquistato un loft di  1.300 piedi quadrati nel centro di Manhattan, uno che  ci  coinvolge  nel suo post-orgasmico:  “È stato fantastico, ho ricevuto 25 progetti per soli 500 dollari.” 

Un vero sfigato,  uno che non ha nemmeno  un profilo su FB, sicuramente non ha  un parente architetto,  un vero pezzente  ( nel senso dispregiativo del termine,  ovviamente), perdonateci  del volgare insulto,  ma come si può definire uno che spende milioni di dollari per un loft a Manhattan , e poi si piange addosso qualche migliaio di dollari  per un  Cool-hunter. Potrebbe mai avere una storia con Carrie?  Ma nemmeno se trovasse in giro ubriaca  Samantha. Sto parlando di Sex and City e delle nuove tendenze di NY. Ma forse anche di qualche tecnica di AdV.

Ma è davvero la  morte dell’architettura con Cocontest? Assolutamente no, Cocontest non potrebbe essere peggio di Groupon.

Cocontest, non è un’idea nuova,  è un’idea mutuata   da una miriade di siti “contest” di  design o di loghi  , ormai in voga da un decennio tra i grafici di mezzo mondo, che sono di una noia mortale e molto omologati al ribasso.

Ritornando alla domanda sulla morte, dell’architettura..forse si o forse no, probabilmente  morirà prima la Start-Up, come è morta Casa Viva che offriva a 50.000 lire il progetto di un appartamento.

In ogni caso non auguriamo la morte di nessuno, ma forti dell’esperienza decennale tra questi contest, possiamo dire che diventerà il santuario dei copia e incolla.

Per adesso l’idea ha una decina di bug e una Vision un po cosi, e sopratutto i progetti,  sinceramente sono molto brutti,  già  contiene tra i partecipanti i germi dello scazzo, quindi meglio affidarsi ai consulenti gratuiti dell’IKEA  o ad un “interior designer offline”, che produce decine di progetti e lo paghi  raramente.

Interessante invece è il dibattito che si aperto con l’ interrogazione parlamentare, tra i sorridenti  innovatori  e i reazionari che evocano nuove forme di schiavitù .

Un dibattito sull’architetto 2.0, sulle   nuove forme di rapporto committenza-architetto,  sull’utilizzo della rete, sulle nuove forme di marketing, sulla tariffa libera, sul futuro dell’architettura,  sul  sentirsi  innovatori, di essere 2.0.

Cocontest lo consigliamo  vivamente per i neo-architetti,  per farsi le ossa, per entrare  subito nel “progetto”,  come una sorta di  palestra, progettuale,  senza nessuna   responsabilità nei confronti della committenza, vero che il Daniel Ballen vi prenderà  per il sedere, ma  nemmeno vi potrà contestare alcunché  se avete fatto qualche cavolata, come spesso succede, per chi sta alle prime armi.

Sinceramente non è questa è la start up, che ridurrà in schiavitù il popolo degli architetti , ma di quel geniaccio che metterà su un’altra start-up per monopolizzare il montepremi di Cocontest o altre  situazioni simili,  colui che recluterà economicamente,  uno squadrone  di giovani neolaureati di architettura, ma anche no,  magari, se è proprio un genio, eviterà  di farli perdere tempo con i  render, tanto ci sono i siti dei giovani architetti indiani o cinesi, davvero molto bravi, dove saccheggiare i loro portfolio.

Purtroppo non ci sarà nessun genio italico a mettere su quell’altra start-up,    il contest verrà vinto dalle società di  Architectural Rendering Services indiane o cinesi, e forse abbiamo già il vincitore,  la cinese  The Great Wall , dove anche il nome è tutto un programma.

Benvenuti nel 3.0.

 Notes 

Se non trovate più Daniel, lo potete sempre trovare con la ricerca OSINT.

Smart City 

Il concetto  di Smart viene sostituito da Responsive, una città monitorata costantemente, in grado di  risolvere i problemi reali e a fornire i servizi essenziali ottimizzando le risorse.

 

tratto da:

Michele Giuliani

Architetto. Manuale per l’esame di stato e per l’esercizio della professione

e sviluppato dall’ autore.

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Bibliografia ragionata

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Professione: architetto di Geoffrey Makstutis

La professione dell’architetto così come la concepiamo adesso nasce nel diciassettesimo secolo, ma le testimonianze di progetti scritti e schizzi risalgono addirittura al sesto o settimo secolo avanti Cristo. Questo libro si rivolge appunto a coloro che vogliono intraprendere la carriera di architetto. A parte il curriculum studiorum ovviamente indispensabile ci sono molti altri aspetti che vanno esplorati e conosciuti. In sette capitoli Professione architetto vi aiuta in questo viaggio di esplorazione, considerando gli aspetti pratici e i possibili sviluppi della vostra carriera. Il primo capitolo affronta il percorso storico di questa professioni e come si è evoluta nel tempo. Il secondo esplora i diversi percorsi formativi. Il terzo analizza il rapporto con il cliente e la costruzione del progetto e dei suoi costi. Il quarto definisce la nascita del progetto e i diversi elementi che vanno presi in considerazione. Il quinto approfondisce i diversi step di creazione del progetto. Il sesto delinea le diverse figure che vengono a contatto con l’architetto e le diverse competenze. Infine, il settimo affronta le possibili evoluzioni e sviluppi della professione.

 

“I profili e gli scenari della professione di architetto” di Matilde Fornari , Cecilia Pascucci

L’indagine “I profili e gli scenari della professione di architetto” non si è limitata ad assumere e porre a confronto dati statistici rilevati da molteplici fonti ma ha tracciato i profili della professione ripercorrendo anche storicamente la sua evoluzione dai primi degli anni ’70 ad oggi.

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#SmartBooks per studenti d’#architettura | #architecture

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I testi sono stati selezionati strategicamente,  pertanto troverete libri che apparentemente sono “fuori norma” con la figura dell’architetto, ma utilissimi per formare il proprio bagaglio di conoscenze. Difficile trovare attraverso il passaparola  i  libri che “svoltano”, poiché molti testi “pratici” che velocizzano l’apprendimento sono  ignorati dal mondo accademico, troppo legato al suo “manierismo”,  in ogni caso nessun docente proibisce la formazione di un proprio bagaglio culturale. Il problema,  è di non sovraccaricarsi di informazioni, pertanto in questa sezione abbiamo scelto solo testi “smart”, veloci da studiare e utilissimi per riorganizzarvi le idee.

 

Enciclopedia pratica per progettare e costruire
Ernst Neufert

Ernst Neufert, manuale storico, è il genoma del progetto di architettura, offre un inquadramento sui principali argomenti del settore delle costruzioni e un riferimento normativo sulle diverse tipologie edilizie, anche a seguito del recepimento della normativa europea in materia di sicurezza degli edifici, sia nel settore strutturale sia in quello antincendio. Aggiornata tenendo conto delle novità sia tecnologiche sia normative e contestualizzata alla situazione italiana, questa nona edizione è stata in particolare arricchita dei contenuti relativi alla sostenibilità e ai moderni processi di project e construction management con nuovi capitoli sul facility management, sull’edificazione sostenibile, sulle fonti rinnovabili e sul rispetto per l’ambiente.

 

Architetto.Manuale per l’esame di stato e per l’esercizio della professione.Con CD-ROM 
Michele Giuliani

È un testo “narrativo”, pensato e progettato come strumento per la redazione “del progetto”; un percorso metodologico per leggere, affrontare e risolvere i problemi che il progetto urbanistico e architettonico implicano. I temi trattati riguardano la  professione, il disegno, la normativa,  le matematiche, le tipologie, l’urbanistica , l’architettura, la tecnologia architettonica e urbana.

Inoltre è implementato  con un software per la gestione delle seguenti utilità:

  1. Tavole infografiche(mappe da cui attingere elementi teorici, normativi, progettuali, tecnici e pratici);
  2. Glossario (principali termini tecnico-normativi utilizzati);
  3. F.A.Q. (domande e risposte sugli argomenti principali);
  4. Test finale (verifica dei principali concetti analizzati).

vedi anche il sito dell’editore Grafill Editoria tecnica

 

Manuale per la professione architetto-ingegnere 

di Enrico Milone (Autore), C. Mancosu (a cura di)

Manuale per la professione architetto-ingegnere

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Atlante dell’architettura contemporanea in Europa

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Manualetto. Norme tecniche, costruttive e grafiche per lo svolgimento di una esercitazione progettuale sul tema della casa unifamiliare

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Progettare case. Riflessioni e tipi edilizi

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Il nuovissimo manuale dell’architetto. Con espansione online

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Guida pratica alla progettazione per l’esame di abilitazione alle professioni di architetto sez. A-B, ingegnere sez. A-B, geometra e perito edile… Con DVD

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Architettura tecnica

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Perché gli edifici stanno in piedi

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Perché gli edifici cadono

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Salvatempo. Prontuario per l’edilizia

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Manuale completo del capomastro assistente edile
Giuseppe Astrua

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Manuale pratico del mastro muratore
Giuseppe Astrua

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Verifiche e dimensionamento di elementi strutturali. Con CD-ROM: 2                                                                          G. Michele De Gaetanis

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..esiste l’edizione 2012..

Procedure rapide di dimensionamento del cemento armato. Con CD-ROM
Carlo Sigmund

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To be continued…つづく

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